Spaghetti salvo intese

in Politica/Società

Noto un certo “gasamento” per il nuovo decreto fiscale, non tanto per quello che c’è scritto ma per lo spot “Carcere per i grandi evasori”. Cioè scusate, ma veramente?

Nel paese Italia dove la pressione fiscale reale arriva quasi al 50%, dove pesa una burocrazia abnorme, dove incide l’inefficienza di una parte della nostra pubblica amministrazione e il gap infrastrutturale che ci separa dai nostri principali competitor economici, nel paese dove, secondo gli ultimi dati della Banca mondiale, sono necessarie 238 ore all’anno per pagare le tasse, contro le 139 richieste in Francia e le 110 previste nel Regno Unito… ecco, in questo fottuto paese mi venite a raccontare che la soluzione trovata dalla politica è quella del Carcere per i grandi evasori? Va bene che ora va di moda il gioco “guardie e ladri” e che si parla di oltre 100 miliardi di euro di evasione fiscale in Italia, ma si può far politica in questo modo?

Questo è il momento in cui qualcuno dei gasati inizierà a pensare “ma questo cosa sta scrivendo?”. Aspetta, ora te lo spiego io.

Purtroppo quello che scriverò potrà risultare fastidioso, impopolare, ma rappresenta uno spaccato reale di quello che succede tutti i giorni in Italia.

Non a caso l’attuale governo ogni volta che urla “carcere per i grandi evasori” poi sussurra:

“ei tu piccolo evasore, tu imprenditore, tu commerciante, tu artigiano, tu pensionato, tu lavoratore dipendente… si tu, non preoccuparti con te chiuderemo un occhio…”

Si comportano così perché sanno benissimo che proprio in virtù dell’alta pressione fiscale ad evadere in Italia sono praticamente tutti ( togliendo me e quelli che stanno leggendo 😀 ) ed in particolar modo quelli che si trovano da anni sull’orlo del collasso economico a causa di tasse e burocrazia. Una stretta tout court colpirebbe praticamente l’intero elettorato.

Dopo i “gasati” questo è invece il momento che il lavoratore dipendente/pensionato si incazza con quello che ho scritto.

Non te la prendere ma non è un segreto, anche se vogliamo far finta di nulla, ci sono tantissimi altri modi di evadere anche se non si è in possesso di una partita IVA. Sono fenomeni diffusissimi, come ad esempio spendere la pensione in Portogallo o in Tunisia (elusione?) o quando anche il lavoratore dipendente o pensionato, che si indigna per l’evasione altrui e afferma di pagare le sue tasse tutte fino all’ultima, accetta la proposta «100 senza fattura» invece che «122 con fattura». Non parliamo poi degli affitti… che sembra essere una delle voci più importanti di quei 100 miliardi evasi.

Chiediamoci tutti perché si evade così tanto in Italia, quanto pesano i grandi evasori e quanto invece milioni e milioni di queste risibili operazioni di “piccolo cabotaggio”. Riflettiamo partendo da questo dato:

 I “grandi contribuenti”, quelli sopra i 100 milioni di euro di fatturato, in Italia sono circa 3.000, in pratica lo 0,06% dei 6 milioni di partite Iva italiane. Ora mettiamo che non tutti questi 3.000 sono evasori potremmo arrivare all’enorme cifra di 0,03… e come ho spiegato in precedenza si evade anche in altri modi non legati alla partita Iva.

Intendiamoci, inasprire le pene per i grandi evasori è assolutamente giusto, così come è vero che per far quadrare i conti dello Stato senza tagliare i servizi, dalla sanità alla scuola, c’è anche da ridurre l’evasione. Ma è altrettanto vero che la politica dovrebbe fare molto altro, trovare soluzioni strutturali in primis e quelle messe in atto da questo governo sono ancora una volta assolutamente insufficienti per non scrivere inesistenti.

A solo due giorni dal varo del Documento programmatico di bilancio, già si annunciano in Parlamento emendamenti per la soppressione di parti fondamentali del documento stesso o per l’inclusione nella manovra di aspetti altrettanto fondamentali, ma non concordati. Spettacolo penoso e purtroppo già visto, ma questa volta in un’inedita versione

“all’amatriciana di partiti di governo e lotta”

Passi il doppio, triplo salto mortale con avvitamento di Conte premier, ma sta roba si può definire veramente discontinuità? a me sembrano più che altro segni inequivocabili di un ennesimo disastro.

Naturalmente, l’opposizione ringrazia.


Altri piccoli spunti di riflessione
– I tedeschi usano più cash degli italiani, eppure evadono di meno.
– Le tasse “green” sono in pratica una copia di quelle che ha messo in atto Macron in Francia e che poi hanno portato alla rivolta dei gilet jaunes.

Gabriele NoWhere Venturini. Dopo aver studiato archeologia Medioevale all'Università "La Sapienza" di Roma ho pensato bene di fare l'informatico per lavoro. Ho fatto l'amministratore nella mia città con una delega alla Cultura e oggi mi lecco le ferite scrivendo e fotografando cose.

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