Sob! ancora con le isole pedonali…

in Blog/Cronache Tagliacozzane

E già, siamo nel XXI secolo, strano è? eppure in questo strano luogo si continua a litigare sulle Isole Pedonali e osserviamo attoniti persone che vivono in funzione dell’automobile. Ci sono cose che faccio veramente fatica a capire, potrei fare un’infinità di esempi come il tizio che puliva la macchina all’01.30am mentre uscivo dal Cinema, oppure il vicino di casa che cementifica un piccolo giardino per costruire un vero e proprio tempio alla sua auto, con tanto di tettoia e pulizie giornaliere. E’ tutto così strano, benzina, pneumatici, tagliandi, lavaggi, smog, super marmitte, c’è la crisi ma alla macchina non rinuncia nessuno, ma serve veramente così tanto? sono anni che vivo Tagliacozzo a piedi e prendo la macchina solo in rari casi e sapete cosa vi dico? mi sento benissimo. Ma non parliamo di me, cosa succede intorno a noi? Non prendiamo in considerazione cosa succede al di fuori del territorio nazionale, perchè altrimenti mi prende veramente lo sconforto e poi bisognerebbe parlare

dell’esperienza consolidata dell’AUTOFREI SIEDLUNG (insediamenti senz’auto)
Aree residenziali dove gli abitanti si impegnano a non possedere un’auto e per i loro spostamenti quotidiani prediligono la bici, i piedi, i mezzi pubblici. Il denaro e lo spazio risparmiato grazie alla mancata costruzione dei parcheggi vengono poi investiti in migliore qualità residenziale, spazi verdi, servizi collettivi. Nordmanngasse (Vienna) ha fatto scuola ed è già pronta una replica composta da 99 unità abitative, denominata Bike City. Ancora prima dell’inizio dei lavori già 3.400 persone hanno prenotato una casa nella bicicittà. Ma perchè parlarne…

oppure dovremmo accennare ai quartieri senz’auto come il “GWL Terrein” che nasce ad Amsterdam negli anni Novanta (e già… 20 anni fa, XX sec.)  un quartiere residenziale nato per iniziativa pubblica dove tra un edificio e l’altro invece di strade carrabili e parcheggi ci sono sentieri, piste ciclabili e prati. A GWL si contano 172 automobili e 1.346 biciclette. Il 73% degli spostamenti avviene a piedi o in bici, il 17% con il trasporto pubblico, il 10% in auto.

Appunto non parliamone…  parliamo del territorio italiano…

e torniamo alle nostre contestatissime ISOLE PEDONALI.

Era il secolo scorso. Per la precisione era il 30 dicembre 1980, trent’anni fa, quando la Giunta comunale capitolina approvava il nuovo assetto stradale dell’area dei Fori Imperiali, vietando la circolazione delle automobili a ridosso del Colosseo e istituendo un’isola pedonale. Anzi, la prima isola pedonale urbana italiana (tanto per far capire il ritardo in Europa la prima area pedonale nasce negli anni ’50).

Dicevamo, sono passati trent’anni e si continua a litigare sull’effettiva efficacia di queste politiche “estremiste”. Perchè succede questo? ci sono degli studi economici e sociali che si interessano delle isole pedonali? cosa dicono? o dobbiamo continuare a “fidarci” del nostro concittadino che si lamenta di non poter entrare con la macchina dentro al bar per prendere il caffè?

Uno studio di CONFCOMMERCIO e LEGAMBIENTE dimostra (dopo 30 anni di isole pedonali) che se ben progettata e ben inserita nel contesto urbano un’isola pedonale produce effetti positivi nell’immediato e sul lungo periodo. Tralasciando (?) i miglioramenti indiscussi in termini di qualità della vità, del rilancio turistico e della sicurezza stradale andiamo subito al sodo, l’economia.  Lo studio dimostra che c’è  una notevole rivalutazione del mercato immobiliare e l’innalzamento del volume d’affari delle attività commerciali non inferiore al 20%.

Le isole pedonali sono un beneficio indiscusso per la collettività, commercianti inclusi.Ormai ne sono convinti tutti e un recente sondaggio uscito su “Vivere la marsica” dimostra che più dell’80% dei Tagliacozzani vuole l’isola, vuole una città pedonalizzata o a traffico limitato.

Quanto sarebbe bello che questo dato venisse preso per certo e si iniziasse a lavorare di concerto su come intervenire per rendere queste aree più belle e frequentate.

Gabriele NoWhere Venturini. Dopo aver studiato archeologia Medioevale all'Università "La Sapienza" di Roma ho pensato bene di fare l'informatico per lavoro. Ho fatto l'amministratore nella mia città con una delega alla Cultura e oggi mi lecco le ferite scrivendo e fotografando cose.

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