Dan Dennett e il pericolo dei memi

Iniziando con la semplice storia di una formica, il filosofo Dan Dennett porta molte idee per corroborare l’esistenza dei memi: concetti che si comportano come esseri viventi.

5 Comments

  1. tutto vero! Dovremmo essere più cauti con i concetti,non tanto per il loro contenuto espresso,ma per le anime infartuate che le filtreranno!!Per non parlare poi di quante volte,i concetti,vengano equivocati.C’è bisogno si di prudenza, ma anche e soprattutto di coraggio ed umiltà di credere nelle proprie idee. Ovviamente io sono un fanatico delle idee di amore e ribellione…ma questo è un altro discorso che riguarda i contenuti espressi. Chiedersi cosa sia l’idea è come chiedersi cosa sia la fiamma,ricordi?

  2. Se ho capito bene è l’applicazione del butterfly effect ai meme.
    Ma a livello pratico come si può impedire a un meme di propagarsi? come si può impedire a un’idea di passare da una persona all’altra?
    Il problema dell’impoverimento delle culture recessive esiste, è un dato di fatto, ma come si fa a definirsi darwinisti e non vedere in tutto questo il forte che annienta il debole?
    E’ triste? Si. E’ necessario? Ancora una volta si.
    Il parallelo con l’aids è azzeccato. La popolazione mondiale è molto più numerosa di ciò che il pianeta può sostenere, arriva una grande piaga che cerca di riequilibrare le cose. Il dramma è che a questo giro non c’è riuscita, siamo comunque troppi.
    In termini di sopravvivenza della specie è una brutta cosa, vista con occhio scientifico e forse cinico.

  3. L’analisi è molto interessante e lucida. Credo che l’unica cosa che si possa fare è continuare a credere nelle proprie idee, mai smettere di avere spirito critico e mai stancarsi di proporre ciò che secondo noi è più stimolante nel senso “giusto”. Il resto non è certo sotto il nostro controllo, ed è giusto che sia così. Le scelte degli individui devono essere fatte con coscienza, se un individuo si interessa più a cose che noi riteniamo sbagliate e dannose possiamo solo proporre un’alternativa, un ragionamento che stimoli una riflessione.

  4. Una cosa che Dennett non dice è che i memi nocivi per propagarsi hanno bisogno di un substrato compatibile. Possiamo tranquillamente classificare questi prerequisiti in Ignoranza e superficialità. Facebook è oggi uno degli strumenti principali per la diffusione di memi nocivi. Ogni giorno siamo bombardati da centinaia di link, migliaia di mi piace e di concetti condivisi. Se io oggi scrivessi qualcosa del tipo, faccio un esempio a caso, “CLAMOROSO, TROVATO MONTI CON 100Kg HASHISH” su 100 persone 80 condividerebbero indignate, 10 sarebbero di parte e quindi fanno finta di nulla a 5 non gli fregherebbe una mazza e forse 5 persone approfondirebbero l’argomento. Questo è il problema…

  5. credo che i mezzi non abbiano etica, ciò che si usa è destinato ad essere quello che è fin dalla sua introduzione sociale, non dipende da come lo si usa. anche facebook, anche il denaro, anche internet, anche le automobili, anche i supermercati, anche le biciclette, anche la lingua, anche la religione, ……..
    istigare al giusto utilizzo? non ha senso. siamo mezzi dei mezzi.
    i virus scorrono nel sangue di scienza, etica e sensazionalismo, nella quantità enorme di cose e concetti che si trasforma in oblio, come fu la peste; il monatto ci parla del cattivo utilizzo.
    il conquistador non sapeva di portare alcun virus.

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