Politica

Il senso della giustizia e la bava

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Oggi ho letto sulla Stampa altre dichiarazioni del grande #davigo. Il quale prima afferma che “L’unica parte buona del processo è il pm, le parti private fanno i propri interessi” e subito dopo, parlando di risarcimenti per ingiusta detenzione afferma che “In buona parte non si tratta di innocenti, ma di colpevoli che l’hanno fatta franca”, già in passato autore di affermazioni del tipo “non esistono politici innocenti, ma colpevoli su cui non sono state raccolte prove”. Quanto tutto questo sia lontano da quella carta straccia chiamata “Costituzione” mi sembra abbastanza evidente. E’ altrettanto chiaro che se un qualsiasi politico esprime “vicinanza” ad un pensiero di questo tipo io mi colloco automaticamente dalla parte opposta. Ed è inutile che vi incazzate cari “forcaioli del quando ci fa comodo”, perché quella sorta di linea di demarcazione tra politica e magistratura, quel confine che in alcuni momenti storici è stato ridotto pericolosamente lo avete fatto crollare voi aderendo pedissequamente a pensieri mostruosi di questo tipo. Ora tutti con la bava alla bocca su Formigoni in carcere mi raccomando…

Sei stato tu! no hai iniziato prima tu!

No, non stiamo per raccontare il classico litigio tra due bambini di 10 anni, parliamo invece della recente crisi diplomatica tra ITALIA e FRANCIA. Certo è molto facile prendersela con i Francesi, ne hanno fatte e dette di cose negli ultimi anni e capisco la pancia delle persone. Però se sei uno di quelli che ritiene che l’antipatia per i cugini d’oltralpe giustifichi ogni cosa allora lascia perdere, non leggere il ragionamento che seguirà perché ti farei solo perdere del tempo.

Non c’è mai stata una grande sinergia tra l’Italia e la Francia negli ultimi mesi, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’incontro del nostro Vice Premier Luigi di Maio con i Gilet gialli. Questa reunion può essere considerata normale come ci vuol far credere Luigino? è stata esagerata la reazione della Francia? No e No. Io sinceramente faccio fatica a ricordare un episodio di questo tipo. Cioè un episodio dove uno dei massimi esponenti del nostro governo si reca in un paese alleato e va ad incontrare, sodalizzare e incitare un movimento di piazza eversivo che da mesi devasta ogni sabato le principali città francesi e attenta alla sicurezza delle sue istituzioni. Ora capisco che si cade facilmente nel ragionamento, Macron è uno stronzo e quindi Di Maio ha fatto bene… e questo è un ragionamento che ognuno di noi (forse) può fare, ma non può farlo un capo di stato o un vice premier perché in gioco ci sono interessi che vanno oltre la becera campagna elettorale per le Europee 2019. Così tanto per dire, la Francia è il nostro secondo “cliente”, cioè è il secondo stato (nel mondo) che spende di più per acquistare “cose” italiane. La #Francia richiama il suo ambasciatore come nel 1940, AirFrance si ritira dal salvataggio di Alitalia e forse si tira fuori anche dall’accordo per accogliere migranti su base volontaria. Poi una serie di danni collaterali tipo lo spread che risale a 280. Ma #facciamorete il cazzo! qua manca proprio l’ABC… siamo sempre più isolati dal resto d’Europa dove l’Italia, 3 forza, è fuori dai tavoli che contano e tenta pseudo alleanze (solo a scopo propagandistico) con devastatori di piazze, leader xenofobi e neonazisti. Il governo dell’isolamento più che del cambiamento cerca da un lato di rafforzare i rapporti con i Paesi del blocco di Visegràd mentre dall’altro attacca quotidianamente grandi paesi storicamente alleati per puro tornaconto elettorale. I risultati di questa strategia sono grandiosi: “pochi mesi fa, il ministro delle Finanze austriaco, Hartwig Löger, ha chiesto alla Commissione europea di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per la legge di bilancio. Viktor Orban, primo ministro ungherese e grande amico di Matteo Salvini, ha più volte chiarito che l’Ungheria non accoglierà mai i migranti.”


In poche parole “Vogliamo fare deficit e ci alleiamo con i promotori dell’austerity. Chiediamo la redistribuzione dei migranti e ci alleiamo con Paesi illiberali e xenofobi.”

Io non metto nessuna bandiera francese fuori il balcone di casa ma una cosa è certa noi siamo riusciti nell’impresa di essere contemporaneamente soli e male accompagnati. Siamo continuamente vittime di un movimento che sfrutta l’interesse diretto e immediato dei cittadini che non sempre corrisponde all’interesse nazionale. Tosta è? ma non saprei come descrivere meglio un Di Maio (non solo lui in realtà) che oggi eleva strumentalmente il sentimento popolare ad argomento da utilizzare nelle relazioni internazionali.

Quando hai sia una carica di governo che una politica non puoi mettere in secondo piano le “responsabilità di governo” che vengono prima degli interessi beceri elettoralistici, non è che abbiamo l’orecchino al naso è. Ok le schermaglie dialettiche, ci sono sempre state, ma quell’incontro no, non ha senso. Se fosse andato solo Di Battista non sarebbe successo tutto questo. Siamo proprio all’ABC… Macron sarà anche il più antipatico del mondo ma se 20.000.000 di elettori francesi lo hanno votato in regolari elezioni (senza menare nessuno o incendiare città) allora un esponente di un governo alleato non può incontrare un movimento eversivo di piazza di circa 250.000 persone che tenta di sovvertire le sorti di un governo eletto democraticamente. In pratica sembra un fottutissimo Déjà-vu dove il m5s tenta di scimmiottare forze di destra (Salvini) così come in passato il PD cercò di copiare Berlusconi. Il risultato sarà lo stesso?
#vatuttobene #soliemaleaccompagnati

Navigator a Vista

C’era una volta la favola della meritocrazia e della trasparenza, una bella storiella che ci è stata propinata per anni, ora è vecchia però, ci sono le Europee, i tempi per i concorsi sono troppo lunghi. Oggi questa favoletta tanto carina sta per essere superata con le 10.000 assunzioni dei Navigator pagate con denaro pubblico (200.000.000 di euro) con procedura di selezione consistente in un colloquio. Tra l’altro anche la storiella bellissima delle stabilizzazioni nel mondo del lavoro sarà superata da questa operazione. I navigator saranno dei precari e ci si affida ad una partecipata proprio per dribblare i concorsi. Data Elezioni europee fine maggio, inizio procedure assunzioni Navigator maggio… Un vero e proprio capolavoro che merita 6 stelle cazzo! Affrettatevi e invece di continuare a studiare utilizzate la vostra bussola da futuri navigator per trovare i “santi” a cui raccomandarvi… vento in poppa!!

Il bordello è l’unica istituzione italiana dove la competenza è premiata e il merito riconosciuto.

INDRO MONTANELLI

…e se fosse anche un pò colpa nostra?

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Di chi è la colpa se oggi questa società totalmente basata sull’apparire è più cattiva, superficiale e spregiudicata di ieri? Lo so, il titolo è un pò forte, ma non saprei come iniziare questa mia riflessione diversamente. Da sempre, ma negli ultimi anni con più efficacia, c’è un fenomeno che contribuisce a caratterizzare e plasmare in modo abominevole la società. Questo fenomeno è caratterizzato da un sempre più evidente tentativo di manipolare le masse utilizzando soprattutto il web come cassa di risonanza.
Qualcuno potrebbe dire, vabbè è la stessa cosa che accadeva con la televisione nel XX secolo. No, non è assolutamente la stessa cosa, la Televisione era uno strumento potentissimo ma “monodirezionale” dove il telespettatore subiva passivamente un messaggio, uno spot, una notizia. Il fenomeno di oggi è notevolmente più pericoloso ed efficace. Una campagna di disinformazione fatta oggi sul web può fare affidamento su milioni di “Fake Account” che rilanciano all’unisono una notizia (non tre televisioni ma milioni) e che nel giro di pochi minuti creano un vero e proprio esercito di militanti che diventano attivi e complici di questo fenomeno. Avete sentito parlare di una notizia che diventa virale? ecco questo è quello che accade spesso quando si pensano campagne di disinformazione che nascondono intenti tutt’altro che limpidi ed eticamente accettabili. Il trucco o meglio la scorciatoia per far funzionare questo meccanismo è quello di partire da un problema reale (immigrazione, disagio economico…) per poi romanzare, alzare i toni e individuare un “nemico” da colpire. Se esistesse un “HOW TO FORGE A GREAT FAKE NEWS” questi prerequisiti sarebbero alla base di tutto il tutorial.

Facciamo un esempio, partiamo dalla madre di tutte le bufale di questa nostra epoca: Saddam Hussein sta producendo armi chimiche e i nostri paesi sono in grave pericolo, i tuoi figli potrebbero non avere un futuro.

1. Problema Reale > Saddam Hussein è un pericoloso dittatore
2. Romanzo > Il nostro paese, le nostre famiglie sono in pericolo
3. Esito > Guerra
4. Reale Motivazione > Giustificare guerra, posizionamento strategico USA nel medio oriente.

Questo è un fenomeno abbastanza evidente per molti degli addetti ai lavori, che riconoscono con facilità le pratiche del “Click Bait” e altri sotterfugi legati ad un lato meno etico del web-marketing.

Recenti studi parlano di milioni di FAKE ACCOUNT che rilanciano notizie false/romanzate o che incitano all’odio, milioni di profili finti solo in Italia. Uno studio recente dell’University College London ha tentato di ricostruire le sorgenti e la diffusione dell’odio politico, razziale e antifemminista su internet a partire da 4chan, uno degli ”angoli più bui della Rete” dove uno può scrivere quello che vuole coperto da un anonimato reale e dove i messaggi si cancellano automaticamente dopo qualche ora. 

I risultati sono allucinanti, in pratica in questo sito (solo nella sezione presa in considerazione) l’offesa “nigger” (negro) compare 120 volte all’ora, e offese come “faggot” (frocio) e “retard” (ritardato) compaiono 60 volte l’ora. I ricercatori, uno è italiano tra l’altro, hanno poi selezionato i messaggi con termini che esprimevano “xenofobia, razzismo e in generale odio”, in soli due mesi ne hanno potuto osservare più di 8 milioni. Ora se vi dico che questo è stato uno dei siti più “attivi” pro Trump durante le presidenziali americane e che molti di questi messaggi poi si sono propagati su YouTube, twitter e altri social a velocità supersonica, c’è bisogno di spiegare quale può essere stato l’effetto sulla società americana? Bambini, adulti, insegnanti, professori, casalinghe, operai… nessuno è immune da questo bombardamento.

Oggi ho deciso di scrivere questo post dopo che uno di questi finti profili ha preso di mira un mio carissimo amico che lavora per l’UNICEF. Purtroppo c’è poca consapevolezza del problema anche se riconoscere questi profili fasulli dai classici “leoni da tastiera” non è poi così complicato.

Profili o bacheche di utenti reali rappresentano una vera e propria carta di identità della persona che scrive, quindi troverete un pò di tutto, da foto di vacanze al mare con la famiglia, a articoli che parlano di argomenti legati a passioni o interessi personali, a interazioni sociali con amici e parenti. Poi, in mezzo a tutta questa normalità si potranno anche trovare attacchi a politici, commenti razzisti o altro.

Del tipo, primo post “ieri sono andato in Chiesa a pregare per un mondo migliore” post seguente con la foto di un naufragio con il commento “queste scimmie devono affogare tutte”. Ecco, questo ahimè è indice di normalità… Invece il profilo fake fa fatica a mostrare il suo lato personale perchè non esiste. Quindi troverete solo e soltanto tweet, commenti, post monotematici o aventi lo stesso scopo senza nessun tipo di contaminazione inerente la sfera personale delle amicizie, delle parentele o degli interessi. Facile a questo punto riconoscere “gruppi, pagine, profili twitter” con queste prerogative, se vi unite ad un gruppo con il nome di “Mario Rossi ha distrutto l’Italia e i suoi amici continuano a mangiare mentre voi morite di fame” non vi state iscrivendo ad un gruppo creato dal vostro vicino di casa che sta incazzato perchè non riesce ad arrivare a fine mese. No, vi state iscrivendo ad un gruppo creato da un’organizzazione precisa, occulta che sta usando la vostra rabbia per scopi meno “trasparenti”. Questi scopi possono essere di natura politica, ma possono avere anche una rilevanza di tipo economico, un guadagno facile che si ottiene veicolando traffico verso siti con pubblicità pay per click.

Ma quindi chi crea questi account? non può essere lo stesso cittadino italiano che si nasconde dietro un nickname? diciamo che abbiamo iniziato in questo modo ma che oggi per lo più dietro a questi profili ci sono vere e proprie agenzie con strategie mediatiche prestabilite da regie sconosciute ed applicate secondo copioni prestabiliti. L’obiettivo è chiaro, ed è quello di indirizzare l’opinione pubblica verso il sostegno o l’opposizione ad una determinata politica governativa o fare business. La strada più breve è quella di alimentare un odio che con estrema semplicità fa breccia in un popolo già afflitto da crisi economica e da anni di politica che o non è riuscita a risolvere i problemi delle persone o non è riuscita comunque a spiegare cosa stava accadendo con chiarezza. Chi crede che queste notizie nascano spontaneamente tra i cittadini incazzati crede alle favole. Queste campagne nascono e muoiono in precisi contesti storici e riproducono all’infinito la stessa disinformazione utilizzando per l’appunto milioni di account finti da utilizzare come megafoni che non solo convincono le masse ma LE ARRUOLANO.

Il classico meme o infografica difficilmente viene creato mentre si spolvera una scrivania o mentre si cazzeggia su Facebook. Qualcuno quelle cose le ha pensate e poi create ad arte. La prima regola in questi casi sarebbe quella di cercare altre fonti, approfondire anche consultando Media che riteniamo “nemici”. Ultimamente si può anche ricorrere a servizi di Fact Checking (butac, pagellapolitica, agi-fact-checking…) sempre più presenti anche in Italia e che tentano da un punto di vista giornalistico di arginare un fenomeno tutt’altro che sotto controllo.

Mettiamo un bavaglio ad Internet? No, non credo che questa sia la soluzione, credo piuttosto che pur faticando valga la regola anglosassone che il “Bad Speech” si combatte con il “more speech”, ma piantiamola di affidarci al nostro intuito per valutare la veridicità delle informazioni. Il confine tra complici e vittime è molto sottile e qualcuno inizia a teorizzare che “le masse vogliono, bramano e anelano le catene che le tengono schiave“.


Quindi cosa fare se si riconosce questa pratica?
La prima cosa da fare dovrebbe essere un obbligo morale per tutti noi, segnalare l’account a chi lo ospita (Facebook, twitter, google…) e poi i più coraggiosi possono anche provare a lavorare come “antivirus” commentando e citando più fonti attendibili per smascherare la “truffa”.
Per la prima pratica non ci sono controindicazioni per la seconda aspettatevi palate di insulti, offese e schifezze di vario genere. Tenete presente una cosa, spesso il primo a lanciarsi nell’offesa personale è proprio questo FAKE ACCOUNT perché protetto da tecniche atte a nascondere la vera identità di chi sta usando il profilo… quindi in pratica non rischia nulla, ma tutti gli ignari seguaci commentatori inizieranno a loro volta ad offendere in preda ad un raptus da effetto branco, ma lo faranno con il loro nome e cognome. Quindi per assurdo chi ha acceso la miccia sarà al sicuro da eventuali querele ma tutti gli altri no… e spesso si pagano conti salati.

In pratica siamo fottuti, ma se proprio vogliamo sforzarci di trovare un lato positivo allora dico che oggi abbiamo l’opportunità di andare controcorrente rimanendo autentici, disponibili, competenti e umani. Si, è assurdo, ma oggi possiamo essere gli alternativi facendo quello che in una società sana è normalità. Come non approfittare di questa straordinaria occasione.

Dalla Rivoluzione francese alla rivolta dei Gilet Gialli (sigh!)

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Premessa, più o meno tutti noi italiani odiamo Macron e quella Francia con la puzzetta sotto al naso, quindi capisco il sentimento alla base del grande entusiasmo che ho osservato in articoli e commenti italioti sparsi sul web. Ma c’è qualcosa che non mi convince… cosa c’è non si può criticare Macron? ceeeeerto che si può ma credo che lo stiamo facendo nel modo sbagliato. Non è la tassa sbagliata, ma quello che Macron rappresenta. In pratica a me sti gilet gialli a tutto fanno pensare tranne che ad una rivoluzione, mi sembrano più i patetici “Forconi” d’oltralpe. Per comprendere meglio il mio pensiero dividiamo il mondo in due grandi fazioni, quelli che credono che il riscaldamento globale è solo un’invenzione di qualche intellettuale annoiato e quelli che cercano di sensibilizzare le persone e i governi ad una maggiore cura del nostro pianeta prima di arrivare ad un punto di non ritorno. Ora andiamo a vedere cosa sta succedendo in Francia. Queste persone protestano contro l’aumento delle tariffe della benzina (carbon tax), che fa parte del progetto politico del governo Macron di tassare i carburanti sia per finanziare progetti ambientali, sia per detassare il lavoro. Uhm… allora è un pò complicato… mo da che parte mi metto in questo caso specifico… certo stare dalla parte del popolo è fico a prescindere, ma in questo caso io a quale fazione appartengo? Beh io sono tra quelli che credono nel surriscaldamento globale, tra quelli che ritengono che i combustibili fossili vadano superati prima o poi e quindi dove cazzo mi colloco ora? Allora facciamo così, tu Macron sei veramente antipatico, mi fai incazzare quando dai lezioni agli italiani sull’accoglienza e poi di nascosto respingi bambini, donne e anziani a calci in culo in Italia… Gabriè non cambiare discorso, parliamo dei Gilet Gialli… uhm… vebbè, mannaggia, allora dico che in linea di massima questa tassa la capisco e che è vero, “una volta i cittadini francesi sfidavano le autorità per lottare contro l’aumento delle tariffe del pane, contro i privilegi di classe della nobiltà, e combattevano per guadagnarsi il diritto a partecipare alla vita politica” e oggi lo fanno per la benzina e forse domani lo faranno per l’iphone. Ma tu Macron hai qualche responsabilità con tutto questo? diciamolo, fai un bel programma ma un pò rappresenti quello che cerchi di combattere in quanto alfiere e protagonista recente del disastro economico, sociale e politico della nostra società. Quindi riassumendo a me non piace né il tizio con il Gilet giallo né Macron… ecco si, preferisco la vera Rivoluzione Francese e tutte quelle azioni che ci aiuteranno a passare dall’età del petrolio all’età di qualcosa di meglio… magari così ci evitiamo pure qualche guerra e ci leviamo dalle palle (francesismo) sti arabi coperti d’oro.

Te la do io la Prescrizione!

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Devo avere qualcosa di malato in testa. Anche su questa vicenda della prescrizione la vedo diversamente… Mi chiedo, cosa è veramente tragico, un processo che dura 15/20 anni o la prescrizione, senza la quale ci sarebbero veri e propri ergastoli giudiziari, anche per tanti innocenti.
La politica, lo Stato dovrebbero farsi carico del “principio della ragionevole durata del processo senza comprimere i diritti e le garanzie del cittadino”, che vengono prima di ogni altra cosa!!! Inoltre dovrebbero assicurare lo svolgimento dei processi in tempi brevi e ragionevoli e allo stesso modo garantire la certezza della pena. Ecco, questa si che sarebbe stata una riforma “epocale”. Per me è semplicemente un’altra occasione persa.

#SottoMarinoDimettiti

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Prendersela con la Raggi per i disagi provocati dal maltempo è ridicolo. Così come era ridicolo quando la Raggi e Di Battista se la prendevano con Marino. L’ennesimo boomerang della politica dei Tweet. Come scrivono persone più “esperte” di me è il Clima e il riscaldamento globale che dovrebbero essere sotto i riflettori della politica.

Quando Grillo sbaglia è un comico, altrimenti è uno statista

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A questo punto facciamo tutti i comici, così possiamo dire quello che vogliamo, tipo rimuovere il Presidente della Repubblica, condannare tutti senza processo, prendere in giro gli autistici con gremite platee che ridono di queste mostruosità. Il prossimo passo sarà prendere a modello la rupe degli spartani, così ci si potrà occupare anche degli altri bambini con handicap. 

#primagliitalianinormali 
#tuteladellarazza

Air Force o Autobus? …i dilemmi della buona politica

Provando a ragionare senza lo spauracchio di Renzi o dell’Air force all’italiana vi dico il mio punto di vista che, come accade spesso, sarà impopolare. Penso che ogni paese che si rispetti dovrebbe prevedere in bilancio le cosiddette “Spese di Rappresentanza” senza doversi vergognare o con il rischio di passare per il solito criminale della casta. Negli anni, proprio per questo inveire contro le spese della politica tout court, siamo diventati un paese di aspiranti straccioni, dove spesso gli amministratori devono pagarsi da soli spese per accogliere delegazioni o per i viaggi “istituzionali” (qui chiaramente parlo dei piccoli Comuni). Ricordo che il Comune di Tagliacozzo qualche anno fa aveva in bilancio 250€ per le spese di rappresentanza, cifra da gestire in un anno. Una cosa chi mi ha sempre fatto pensare alla nonna quando mi diceva “tieni 500 lire, vai a comprare il ghiacciolo al Bar Moka a te e i tuoi cugini e riporta jo resto”… Ora senza arrivare agli estremi di alcuni paesi dove ti ricevono con cortei di limousine, pranzi e feste da milioni di dollari, non si può pensare ad un paese come l’Italia che non curi anche l’aspetto dell’accoglienza istituzionale e dell’immagine. Anche io sono tra quelli che considera questi “spot” pura propaganda. Basta con queste stronzate dei ministri sugli autobus o che girano per la città a piedi, mettendo però in mobilitazione centinaia di agenti solo per apparire come quelli “puri” e vicini al popolo… a me non frega nulla di quali mezzi prende Fico o di cosa ha mangiato a colazione di Maio. Tutto questo non ha nulla a che fare con il buon governo del paese. Perché non parliamo invece del decreto dignità, di flat tax, del reddito di cittadinanza, della tav, della tap, dell’Ilva… basta che la smettete con queste fesserie acchiappa consensi (qualcuno mi dirà, ma se funzionano perché dovrebbero smettere? uhm… bella domanda). Dico questo senza salvare Renzi, sia chiaro, ma quando uno si candida e viene eletto non può semplicemente “campare” su quello che hanno sbagliato gli altri. La Raggi, per cui provo forte compassione, ricordo che in campagna elettorale spiegava che avrebbe potuto far risorgere Roma con l’aiuto di Harry Potter e di qualche piccola magia, oggi a fine mandato, invecchiata di 10 anni, con più o meno gli stessi problemi (sono generoso) per giustificarsi continua a parlare delle precedenti amministrazioni e di quanto sia cattivo Draco Malfoy… se funziona così allora i programmi elettorali dovrebbero semplicemente riportare una frase del tipo “Votatemi così vi racconterò gli errori del passato, di quale autobus prenderò da Ministro e del prossimo torneo di Quidditch”. Dai…