Cronache Tagliacozzane

L’odio diventa codardo, se ne va mascherato in società e si fa chiamare giustizia.

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Lo scrittore austriaco Schnitzler, autore del pensiero che ho utilizzato come titolo di questo scritto, rappresenta con una modernità sconcertante quello che penso oggi quando vedo carissimi amici che gioiscono dell’arresto dei genitori di Renzi. Si, devo dire la verità, mi fa un certo effetto… purtroppo quando il tifo politico ti fa dimenticare d’emblée il principio della presunzione di innocenza c’è poco da commentare, qualcuno diceva che il giustizialismo è un’aberrazione, e in effetti lo è.

A chi cerca di informarsi leggendo articoli di cronaca giudiziaria voglio invece dedicare una piccola riflessione.

Quasi tutte le ricostruzioni giornalistiche che possono essere prodotte subito dopo un arresto si basano solo e soltanto sul materiale prodotto dall’accusa, “teorie accusatorie” quindi che rappresentano una lettura dei fatti assolutamente di parte. Leggere ci farà sicuramente bene ma dovremmo tutti evitare di giungere a conclusioni affrettate e attendere che l’iter giudiziario vada avanti… capire cosa accade il giorno dopo è complicato… direi impossibile. Non posso non ricordare che in quei momenti, per la mia vicenda personale, quasi tutti gli articoli raccontavano di un lurido assessore che faceva fare lavori alla società del padre e altre stronzate simili. Tenete presente che molte di queste accuse non sono mai entrate in tribunale. Quello che è successo in seguito lo sapete tutti, dopo tre anni arriva il “ci siamo sbagliati”.

Aprile 2016 – Il Centro
Dicembre 2018 – Il Centro

Credetemi, c’è solo da aspettare ed io fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva nei tre gradi di giudizio non dirò una sola parola contro questi due signori.

Tra l’altro non posso non notate l’assordante silenzio che arriva dall’altra parte della barricata, perché tutto questo accade mentre il Pg della Cassazione chiede di condannare con censura il “potente” PM woodcock per le irregolarità dell’inchiesta Consip, ma non chiede nessuna sanzione più pensante perché dice che “bisogna tenere conto del suo percorso professionale privo di incidenti”. In pratica tutti gli arrestati poi assolti (oltre 100) non sono incidenti ma semplici numeri. Numeri che però in precedenza erano grossi “Faccioni” messi in prima pagina, faccioni con una vita, una famiglia e che, anche se incensurati, non hanno avuto lo stesso trattamento di “favore”.

Per chi volesse approfondire la mia vicenda personale, suggerisco alcune letture:
Intervista a “Il Centro” dopo la sentenza

Importante inchiesta giornalistica di site.it sulle carte del processo (per molti ancora in corso)
Parte I: L’inchiesta si sgonfia…
Parte II: Giornalista come agente provocatore?…
Parte III: Esiste dunque un giudice a Berlino…
Parte IV: Il Peccato Originale…
Parte V: Anonimo tagliacozzano…

E’ qui la festa? No.

985 giorni con il pensiero costante di cosa avrei scritto oggi, perché sapevo che sarebbe arrivato questo momento. In questi anni “la bozza” di questo messaggio è cambiata di continuo, la classica immagine del tizio che scrive e poi butta il foglietto dopo qualche rigo di testo. Di solito scrivevo appunti prima di andare a dormire (non fatelo mai perchè è peggio di bere 1000 caffè). Oggi ci siamo, dopo tutte queste elucubrazioni ora dovrei essere pronto con la mia versione definitiva (v145.24) e invece no, non è così. Sto scrivendo ora, senza bozze e senza riflettere molto, sto scrivendo tutto da capo mentre butto quella che fino a ieri pensavo fosse l’ultima e definitiva nota. Le sensazioni di oggi sono totalmente diverse da quelle che immaginavo. Non ci sono feste, non ci sono pazze euforie o sbornie, c’è una strana (non saprei definirla diversamente) sensazione di felicità (sarei un ipocrita a negarla) intrisa di rabbia e tristezza. Si, oggi ho riscritto tutto perchè voglio che questo pensiero non sia più focalizzato sulla mia persona ma su tutte quelle persone che ancora non hanno avuto modo di chiarirsi come ho fatto io. Una HalfHappy face, una gioia a metà perchè una parte di me è rimasta dentro quell’aula. Chiudo ringraziando tutti per i tanti messaggi che mi state mandando in queste ore e poi un ringraziamento speciale all’amico Alessandro Fanelli che oltre ad essere stato per me un buon avvocato ha confermato di essere un grandissimo amico.

Ce lo meritiamo uno così?

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Era il 31 Agosto quando decisi di prendermi una pausa dai social network e dalla polemicuccia quotidiana. Oggi torno a scrivere a distanza di mesi e purtroppo lo faccio in un modo che mi sarei veramente risparmiato. Per questo chiedo scusa in anticipo. Quello che scriverò a molti potrà risultare stucchevole (per me lo è) ma di tanto in tanto si rende necessario rispondere anche alle sciocchezze… quindi rispondere per difendersi ed evitare che il martellamento quotidiano di idiozie a lungo andare possa essere scambiato per realtà.

Tutto questo si rende ancora di più necessario quando gente pagata con i nostri saldi passa la maggior parte del tempo sui social a sparare a zero su tutto con il solo scopo della propaganda politica fine a se stessa.  Nulla importa se a rimetterci in primis è la nostra comunità che quotidianamente viene messa in discussione dalle grandi inchieste di questo personaggio. Vorrei chiudere questa premessa nel pieno rispetto del lavoro dei miei predecessori, credetemi questa “polemica” non è diretta a loro ma è una risposta al Consigliere Gargano che non passa giorno per raccontare la sua “verità”.

Prima di arrivare all’argomento del giorno, gli alberi di Natale, permettetemi di fare un piccolo resoconto dell’operato di questo “signore” a partire dall’inizio dell’estate 2015.

Era il 20 giugno 2015, il giorno prima dell’evento “I Tagliacozzo a Tagliacozzo”, si riunisce un Consiglio Comunale per deliberare sulla “cittadinanza collettiva” degli ebrei con il cognome Tagliacozzo. Gli ospiti e la cerimonia con la consegna dei “diplomi” è prevista, come da programma, per il giorno successivo… ma il Consigliere Gargano pensa bene di far credere all’opinione pubblica che si sia trattato di un fallimento.

 

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Se uno fa vedere la foto del giorno prima dell’evento chiaramente non può che risultare un fallimento, tant’è che noto tra i mi piace nomi di alcuni stimati amici ignari del giochetto. In realtà questa foto denota soltanto (ahimè!) la solita poca partecipazione ai Consigli Comunali.

Ma volete sapere invece come è andato veramente l’evento? Ecco una foto scattata il giorno GIUSTO e non il giorno prima:

 

ebrei

 

Grandissima partecipazione con persone provenienti da tutto il mondo. Tante le famiglie che vedendo Tagliacozzo per la prima volta hanno giurato di tornare, spendere nei nostri negozi e in qualche modo aiutare la nostra piccola comunità a sopravvivere. Una persona con un minimo di amore per la nostra città non potrebbe che gioire di una così importante e sentita partecipazione, tutta visibilità per il nostro paese.

Chi potrebbe raccontare invece del fallimento mettendo la foto del giorno prima?

(ringrazio con l’occasione l’associazione ProLoco, il Centro di Cultura Ebraica di Roma, il professor Franco Salvatori, dell’Università di Torvergata, Nathan Orvieto, ebreo salvato da Don Gaetano Tantalo durante la seconda guerra mondiale e AnnaMaria Cossiga, docente di Antropologia Culturale e figlia dell’ex presidente che a vario titolo hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento)

Ma andiamo avanti…

Il 28 giugno sempre la solita persona scriveva a proposito del contributo del ministero per il Festival di Mezza Estate:

Incredibile, sembra perso anche questo finanziamento da parte del Comune di Tagliacozzo!
Leggete voi la motivazione…
Per favore Amministratori, Basta!!!
Questa volta però pagherete gli errori di tasca vostra se ciò è come sembra e non con i soldi pubblici dei cittadini del nostro Comune! “

ancora:

…avete fatto un danno di immagine sia al Festival che al nome del nostro Comune!”

e poi:

ennesimo presunto disastro, compiuto da parte di chi amministra un settore strategico per il nostro paese, quale è la cultura.”

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Vi prego di riflettere sull’uso ben ragionato delle parole “sembra”, “presunto”… intanto però l’informazione che passa è che il nostro festival e i nostri amministratori sono un disastro. Infatti i giornalisti tutti a parlare del finanziamento perso a causa di “carenza artistica” del festival. Per giorni si parla solo del festival e di Tagliacozzo in termini non proprio positivi. Tutto questo nonostante le puntuali spiegazioni. Ma le spiegazioni non contano quando il fine è distruggere e non costruire.

Quindi riepiloghiamo:

disastro, carenza qualità artistica, incompetenza, nessun finanziamento ministeriale…

Una catastrofe!!! Volete sapere come è andata a finire?

Questo è un estratto del mio comunicato dell’8 Agosto:

“La commissione consultiva per la musica (presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali) riunitasi il 20 e 21 luglio ha stanziato in favore del Comune di Tagliacozzo, per l’anno 2015, un finanziamento di ben 40.000 Euro (leggasi quarantamila/00), per lo svolgimento del Festival Internazionale di Mezza Estate.
Questo è sicuramente il contributo più alto degli ultimi anni. Basti pensare che rispetto allo scorso anno (contributo di 27.000 euro) vi è stato un incremento di oltre il 50%. Si tratta di un grandissimo riconoscimento al valore culturale e artistico della manifestazione. Per me, come assessore alla cultura, questo dato rappresenta un ulteriore motivo di soddisfazione per il lavoro che ho cercato di portare avanti in questi anni di mandato.”

Poi sono arrivati anche i complimenti del Consigliere Gargano, ma il danno all’immagine è comunque rimasto.

Potrei continuare ad elencare le centinaia di segnalazioni di buste di immondizia abbandonate, foglie cadute e non rimosse, mozziconi di sigarette… ma a tutto c’è un limite e racconterò a questo punto solo degli ultimi episodi che riguardano più da vicino il mio ruolo di Assessore alla Cultura.

9 Dicembre 2015, siamo vicini alle festività natalizie e si cerca di fare il massimo per presentare Tagliacozzo nel miglior modo possibile. Ci sono commercianti che addobbano vetrine, altri che allestiscono negozi con nuovi prodotti, operai che lavorano per terminare lavori prima del Natale e qualche amministratore che tenta tra una difficoltà e l’altra di garantire gli standard qualitativi che Tagliacozzo merita.

Beh, proprio nel giorno che veniva pubblicato questo:

 

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beh proprio quel giorno il sottoscritto esaminava e discuteva la proposta pervenuta in comune sulla NOSTRA stagione teatrale, che sarà presentata come da tradizione durante le vacanze natalizie in occasione di spettacoli per bambini e concerti. Forse il consigliere Gargano non l’avrà notato, visto che non frequenta molto i luoghi della cultura Tagliacozzana (mai visto ad uno spettacolo di una stagione teatrale tagliacozzana), che la nostra stagione teatrale c’è sempre stata, basti pensare che lo stesso “Covatta” citato in questo articolo è stato a Tagliacozzo proprio la scorsa stagione. Certo non è facile portare gente a Teatro e mi vien da pensare che se tutti i mi piace ricevuti per queste idiozie si trasformassero in abbonamenti per la nostra stagione teatrale sicuramente il futuro sarebbe più certo… comunque intanto passa il dannossimo messaggio che la stagione teatrale a Tagliacozzo non ci sarà…

Ancora non posso mandarvi foto della controprova, ma la stagione ci sarà e sarà come sempre di qualità.

Finalmente arriviamo ad oggi, il tema del momento… gli alberi di Natale:

 

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I commenti che leggo sono tutti del tenore che l’amministrazione di Tagliacozzo ha deciso di non addobbare il paese che amministra. Passa sempre il solito messaggio… ma oggi quando ho letto questa ennesima stupidaggine mi son voluto divertire e si, anche io, ho perso qualche minuto del mio tempo andando a fare una piccola ricerca d’archivio per i due anni in cui il Consigliere Gargano era Assessore.

Parliamo del 2009 e del 2010, andiamo a vedere quali sono state le “sue” iniziative e i tempi di intervento per gli addobbi natalizi. Per semplificare ho realizzato due grafici, il primo racconta delle spese complessive per le festività natalizie e il secondo dei soli fondi destinati all’addobbo (luci, alberi di natale…).

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Da una veloce analisi di questi grafici è facile constatare che il “vecchio” Assessore Gargano abbia fatto molto meno.

Ma c’è dell’altro… e questo Signori è lo scoop che faccio (…scoop alla Gargano), la volete sapere tutta? beh nei suoi anni di Assessorato oltre ad investire una cifra molto inferiore non ha mai realizzato il fantomatico “ALBERO DI NATALE”…. lo hanno fatto i commercianti.

Ora, non voglio infierire dicendo che qualche albero (un tempo di Natale),  nel periodo in cui l’Assessore alle manutenzioni era Gargano, è stato fatto SECCARE, trasformando per molti mesi quell’aiuola in una specie di cratere post-apocalittico con turisti tutti intenti a capire quale strano fenomeno lo avesse creato. No, non vi racconterò di questa triste vicenda… 🙂

 

Nel dettaglio:

2009 (ALFONSO GARGANO ASSESSORE): 750 euro per addobbare il solo Municipio e contributo per l’elettricità (tutto il resto a carico dei commercianti di Tagliacozzo)

2010 (ALFONSO GARGANO ASSESSORE): 1500 euro per addobbo del Municipio e Stelle augurali sulle chiese delle Frazioni (tutto il resto a carico dei commercianti di Tagliacozzo)

OOOPS… nessun albero… 

dal 2011 ad oggi con budget diversi (sempre più alti del periodo dell’Assessore Gargano) il modus operandi è stato praticamente sempre lo stesso. L’amministrazione ha realizzato, addobbi del municipio, realizzazioni (TUTTI GLI ANNI) dell’Albero di Natale, addobbi Piazza Duca degli Abruzzi, Stelle Frazioni, addobbi largo Pinori…

Anche quest’anno parte dei 6.000 euro deliberati per le festività natalizie andranno ad abbellire la nostra già splendida cittadina, ALBERO COMPRESO. Ora se proprio vogliamo trovare una nota stonata, caro consigliere Gargano ti aiuto io, siamo in ritardo rispetto agli altri anni di una settimana.

Buone feste.

Sob! ancora con le isole pedonali…

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E già, siamo nel XXI secolo, strano è? eppure in questo strano luogo si continua a litigare sulle Isole Pedonali e osserviamo attoniti persone che vivono in funzione dell’automobile. Ci sono cose che faccio veramente fatica a capire, potrei fare un’infinità di esempi come il tizio che puliva la macchina all’01.30am mentre uscivo dal Cinema, oppure il vicino di casa che cementifica un piccolo giardino per costruire un vero e proprio tempio alla sua auto, con tanto di tettoia e pulizie giornaliere. E’ tutto così strano, benzina, pneumatici, tagliandi, lavaggi, smog, super marmitte, c’è la crisi ma alla macchina non rinuncia nessuno, ma serve veramente così tanto? sono anni che vivo Tagliacozzo a piedi e prendo la macchina solo in rari casi e sapete cosa vi dico? mi sento benissimo. Ma non parliamo di me, cosa succede intorno a noi? Non prendiamo in considerazione cosa succede al di fuori del territorio nazionale, perchè altrimenti mi prende veramente lo sconforto e poi bisognerebbe parlare

dell’esperienza consolidata dell’AUTOFREI SIEDLUNG (insediamenti senz’auto)
Aree residenziali dove gli abitanti si impegnano a non possedere un’auto e per i loro spostamenti quotidiani prediligono la bici, i piedi, i mezzi pubblici. Il denaro e lo spazio risparmiato grazie alla mancata costruzione dei parcheggi vengono poi investiti in migliore qualità residenziale, spazi verdi, servizi collettivi. Nordmanngasse (Vienna) ha fatto scuola ed è già pronta una replica composta da 99 unità abitative, denominata Bike City. Ancora prima dell’inizio dei lavori già 3.400 persone hanno prenotato una casa nella bicicittà. Ma perchè parlarne…

oppure dovremmo accennare ai quartieri senz’auto come il “GWL Terrein” che nasce ad Amsterdam negli anni Novanta (e già… 20 anni fa, XX sec.)  un quartiere residenziale nato per iniziativa pubblica dove tra un edificio e l’altro invece di strade carrabili e parcheggi ci sono sentieri, piste ciclabili e prati. A GWL si contano 172 automobili e 1.346 biciclette. Il 73% degli spostamenti avviene a piedi o in bici, il 17% con il trasporto pubblico, il 10% in auto.

Appunto non parliamone…  parliamo del territorio italiano…

e torniamo alle nostre contestatissime ISOLE PEDONALI.

Era il secolo scorso. Per la precisione era il 30 dicembre 1980, trent’anni fa, quando la Giunta comunale capitolina approvava il nuovo assetto stradale dell’area dei Fori Imperiali, vietando la circolazione delle automobili a ridosso del Colosseo e istituendo un’isola pedonale. Anzi, la prima isola pedonale urbana italiana (tanto per far capire il ritardo in Europa la prima area pedonale nasce negli anni ’50).

Dicevamo, sono passati trent’anni e si continua a litigare sull’effettiva efficacia di queste politiche “estremiste”. Perchè succede questo? ci sono degli studi economici e sociali che si interessano delle isole pedonali? cosa dicono? o dobbiamo continuare a “fidarci” del nostro concittadino che si lamenta di non poter entrare con la macchina dentro al bar per prendere il caffè?

Uno studio di CONFCOMMERCIO e LEGAMBIENTE dimostra (dopo 30 anni di isole pedonali) che se ben progettata e ben inserita nel contesto urbano un’isola pedonale produce effetti positivi nell’immediato e sul lungo periodo. Tralasciando (?) i miglioramenti indiscussi in termini di qualità della vità, del rilancio turistico e della sicurezza stradale andiamo subito al sodo, l’economia.  Lo studio dimostra che c’è  una notevole rivalutazione del mercato immobiliare e l’innalzamento del volume d’affari delle attività commerciali non inferiore al 20%.

Le isole pedonali sono un beneficio indiscusso per la collettività, commercianti inclusi.Ormai ne sono convinti tutti e un recente sondaggio uscito su “Vivere la marsica” dimostra che più dell’80% dei Tagliacozzani vuole l’isola, vuole una città pedonalizzata o a traffico limitato.

Quanto sarebbe bello che questo dato venisse preso per certo e si iniziasse a lavorare di concerto su come intervenire per rendere queste aree più belle e frequentate.

Politica “Arte del dividere”

Ho sempre creduto che fosse il contrario, ma oggi purtroppo la politica è diventata “l’arte del dividere” e persone che potrebbero aiutare, contribuire preferiscono schierarsi in queste mini fazioni totalmente inutili e dannose.

Io non sono un organizzatore di eventi, non sono un netturbino, non sono un boscaiolo, non sono uno spalatore, non sono una guida turistica ma se si fa una giornata ecologica partecipo, se bisogna spalare la neve “spalo”, se si va a tagliare gli alberi caduti alla risorgente ci vado, se serve una mano a montare degli stand aiuto, se serve da accompagnare persone al Palazzo Ducale do la mia disponibilità…

In un futuro non troppo lontano ci si renderà conto che i piccoli comuni senza dei cittadini ATTIVI, generosi, solidali saranno comuni morti, senza nessuna speranza di reagire ad una crisi di sistema epocale.

Vi sembrerà strano ma esistono comunità dove ognuno fa qualcosa anche per la collettività, dove gli anziani aiutano i bambini ad attraversare la strada fuori le scuole, i commercianti levano e mettono le transenne dell’isola pedonale, le proloco curano e urbanizzano “pezzi” di paese, ogni associazione si rende utile e collabora con le altre… io sogno di vivere in un paese fatto così e se non dovesse essere Tagliacozzo a quel punto credo proprio che dovrò trovarmi un altro luogo per vivere.

 

Il “fil rouge” che lega le Salsicce, una chiesa e il disagio giovanile

Questo è un racconto triste.  Sarebbe bello poter scrivere “Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale” ma purtroppo non è così. Tagliacozzo, 03 Novembre 2012, un Sabato d’autunno come tanti altri e Gancio, Verdolin e Saltatempo, dopo un’aperta e democratica consultazione, decidono di passare la giornata fuori le mura del paese. Si decide all’unanimità per una gita culturale al Calvario (chiesetta che sorge sul declivio del monte Civita non lontano dal tracciato dell’antica via Valeria). L’organizzazione della gita è pressoché perfetta e i tre sedicenni partono per questa bella passeggiata muniti di tutto l’occorrente, salsicce comprese… Nel mentre, poco più su, sulle pareti del monte Civita un altro gruppo di intrepidi giovani, assistiti dal buon Baruch, impara a conoscere, a rispettare ed infine a scalare quella impervia roccia scaldata del tiepido sole novembrino. E’ un’immagine stupenda, un vero e proprio angolo di paradiso pieno di giovani uniti dall’amore per il nostro territorio e per le nostre bellezze artistiche. Intanto i ragazzi ai piedi dell’imponente roccia iniziano a provare le prime prese e il saggio Baruch dispensa consigli raccogliendo la piena e assoluta attenzione di tutti gli allievi… Lo spettacolo è sempre più simile ad un’atmosfera da “Mulino Bianco” e anche qualche Falchetto sembra contento di unirsi a questa splendida inquadratura. La voce decisa di Baruch, lo stridere dei rapaci,  le foglie mosse dal vento, la voce impetuosa della risorgente… che spettacolo….

BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM… BOOM… BROOM… CRASH…. BOOM…KABOOM… RUMBLE…. BOOOM…

Che cosa sono questi rumori (chiesero i ragazzi sulla parete rocciosa)? Il saggio Baruch cercò di tranquillizzare tutti e rispose che molto probabilmente stavano risistemando la porta della Chiesa del Calvario (poco più in basso) danneggiata qualche mese prima da atti di vandalismo. Baruch decise di controllare e chiese ai suoi ragazzi di aspettare il suo ritorno. A passo svelto in un minuto era già a vista della Chiesetta… qualcosa non andava… (FINE STORIA MULINO BIANCO, FALCHI E TUTTO IL RESTO)… tre individui stavano cercando di sfondare la porta della chiesa. Uno ci provava lanciando dei sassi enormi, un altro sradicava un palo della recinzione e lo usava come ariete, il terzo… ehm… il terzo sistemava le salsicce… erano i tre sedicenni… la gita culturale fuori porta! Baruch è incredulo e rabbioso e inizia a correre senza curarsi del terreno impervio, cade, sbatte violentemente il torace, ma l’adrenalina, la rabbia lo rendono immune al dolore… si rialza e continua a correre.

Baluch è faccia a faccia con i “BANDITI”, li blocca e si rende conto che sono tre sedicenni. Baruch urla “PERCHE’ FATE QUESTO?!?!?” i tre amici rispondono “volevamo solo cucinare delle salsicce dentro la chiesa”…

(tutto questo è successo realmente a Tagliacozzo il 03/11/2012)

Corsi e ricorsi storici, tra sport, delinquenti e scavalcatori di muretti

Circa 10 anni fa un gruppo di giovani scapestrati tagliacozzani armati di nastro adesivo, di una “Palla” e di qualche ginocchiera presero possesso del campetto in marmo della Piscina. Quella banda di delinquentucci, di ragazzacci di strada (continuando la tradizione di Roberto e Mario) organizzarono per molti anni tornei di Beach Volley senza Beach… si arrivò a tornei con oltre 40 squadre. La piscina, già mezza distrutta “dalle brave persone”, per oltre 20 giorni si riempiva di vita, gli spettatori erano tantissimi e arrivavano appassionati e tifosi da ogni parte della marsica. Mitiche ed indimenticabili le “battaglie” sul campo con i ragazzi di Magliano e Celano. Con il tempo quel luogo dimenticato da Dio divenne un vero e proprio punto di aggregazione… I Warriors, i Demolition ed altri erano gli animatori di un movimento che ormai era andato oltre la pallavolo. Al campetto ci si andava a prescindere, nascevano nuove amicizie, nuovi amori e qualche volta si riusciva a rubare qualche giovane atleta ad altri sport più “blasonati”. Maledetti delinquettucci scavalcatori di muretti!! eravamo nella lista delle persone più pericolose del paese, le forze di polizia ci tenevano sott’occhio. Poi ad un certo punto abbiamo perso il campetto… nessuna delle “brave persone” si è mai voltata a guardare la nostra disperazione o ad allungare una mano in segno di aiuto. Siamo agonizzanti… ci spostiamo per strada, poi al tennis… niente! alla fine abbiamo mollato per sopraggiunta età delle responsabilità e il testimone è rimasto tristemente in terra per svariati anni, non si trovavano più i delinquentucci scavalcatori di muretti. Era il tempo degli scooteristi impalati davanti alla sala giochi… il campetto muore… la speranza quasi… poi l’anno scorso parlando più o meno casualmente con delle ragazzacce del posto si crea un’altra Associazione a delinquere molto pericolosa… le famigerate ragazzacce dello Street Volley!!! La storia si ripete… La speranza oggi è di nuovo forte grazie a voi… maledette delinquentucce con le ginocchiere! Un giorno voglio portarvi in visita al mio campetto.

Provincialismo e Considerazioni sul Festival Internazionale di Mezza Estate

Sono amministratore da un paio di mesi, fino a pochi giorni fa ero un “normale” (si fa per dire) ragazzo (anche qui si fa per dire) tagliacozzano. Ho sempre avuto un rapporto con il festival controverso, più male che bene, non tanto per la programmazione, ma per il fatto che spesso si identificano le manifestazioni con chi le organizza.

 

Questo porta a valutare il tutto in base alle simpatie/antipatie e trascurare la cosa più importante, la proposta culturale. E’ un chiaro esempio di provincialismo… e sono il primo a riconoscerne il sintomo. A questo punto foss’anche un banale luogo comune, dico che il problema è riuscire ad attribuire a Tagliacozzo un’identità condivisa, nella quale i suoi abitanti possano riconoscersi, chi siamo? (io un’idea ce l’ho). Se non si capisce questo, dal sogno di ergerci a capitale culturale della marsica, nel giro di pochi anni Tagliacozzo sarà destinata a perdere completamente questo ruolo, una città senza identità (e senza patate) e non basterà a riscattarla dal suo provincialismo organizzare eventi “spaziali”, immaginando di essere a Cannes e ritrovandosi piuttosto ad Algeri. C’è veramente bisogno di sostegno!! di collaborazione, un coinvolgimento di tutta la comunità, Sante Marie ha la festa della Castagna, Avezzano è in cerca di un’identità (non regaliamogli la nostra), noi abbiamo il FESTIVAL… iniziamo a conoscerlo prima di parlarne male.

 

Oggi, troppo spesso, il tagliacozzano con un incoscente masochismo critica (spesso senza cognizione) la cosa migliore che abbiamo. In compenso, come se non bastasse, si inseguono stravaganti mode e tendenze che poco (o nulla) hanno a che fare con la cultura o meglio, con LA NOSTRA CULTURA, la nostra storia, la nostra IDENTITA’. Si, questa è l’immagine ideale del provincialismo tagliacozzano, secondo il famoso slogan: Dell’essenziale ci manca tutto, del superfluo non ci facciamo mancare nulla.

 

Tornando al Festival sarebbe bello poter discutere sul perchè non piace a tanti Tagliacozzani e non stare a commentare critiche preconcette che non fanno altro che accrescere il disamore per quanto di più alto e sublime ingegni esemplari hanno prodotto nel corso dei secoli. Critiche asfittiche prive di mordente, che con mirati e fuorvianti arzigogoli tendono ad allontanare le giovani menti dal contatto con un mondo fantastico e coinvolgente che non farebbe altro che giovare ai ragazzi tagliacozzani (io porterò mio figlio di tre anni a molti spettacoli).

 

Da tempo, infatti, in nome d’una critica sempre più vuota, si combatte una crociata contro questo festival così… tanto per. Questo mio sfogo è anche, e soprattuto, autocritica e forse se non fossi stato costretto dal mio nuovo ruolo non sarei stato contaggiato da questa realtà tagliacozzana… oggi però rimpiango di aver perso negli anni tanti momenti unici ed irripetibili, rimasti a testimonianza dei miscredenti solo grazie a polverosi articoli di giornale. Ma questa nota è anche un invito, un provare a vivere in prima persona questi spettacoli di rara bellezza, spettacoli che incastonati nella nostra bellissima cittadina diventano qualcosa di veramente RARO.

 

Fatto questo, dopo aver provato queste emozioni, sarà ancora più facile e utile sedersi tutti intorno ad un tavolo e parlare del futuro del Festival.

 

Ricordo, infine, che questa manifestazione anche quest’anno è cofinanziata dal MIBAC con i fondi FUS (iniziative di carattere e rilevanza nazionale in Italia o all’estero), finanziamento a cui si accede con estrema difficoltà perchè legato alla storia e alla qualità del programma della manifestazione.

Buon Festival

Il cancro dei personalismi e della critica facile.

Tagliacozzo città della roccia spaccata, Tagliacozzo città Divisa.

 

Bisogna smetterla di boicottare ogni iniziativa per il solo motivo del “non sono io l’organizzatore” o della critica facile… così non andiamo da nessuna parte. Questo modo di agire è un vero e proprio cancro per Tagliacozzo. Invito tutti a PARTECIPARE alla Festa dell’Autunno e a tutte le prossime iniziative, chiunque sia l’organizzatore, bisogna iniziare a collaborare attivamente! pubblicizziamo i nostri eventi, invitiamo gli amici, andiamo ad aiutare, diamo contributi di idee, condividiamo le notizie in massa su questo network.

 

Spero veramente che da questa iniziativa di Sabato e Domenica si possa avviare un processo che riavvicini la gente, un processo di collaborazione tra le associazioni e le proloco del nostro comune che spero porti, nel giro di qualche anno, ad avere un paese più unito e in grado di organizzare VERI eventi e iniziative di PAESE (se non di Territorio).

 

Guardiamoci intorno…

 

Questa è una proposta per la città, una sorta di patto per ricostruire ciò che è stato distrutto, questo è un invito a tutte le forze politiche, sociali, imprenditoriali, professionali, e di categoria ad impegnarsi in prima persona senza se e senza ma alla ricotruzione di un tessuto sociale ridotto a brandelli.

 

Un PATTO PER TAGLIACOZZO, ovvero una collaborazione incondizionata alla vità del Paese.