Assolti in silenzio

Chi sbaglia paga, anzi no…

Ciao Gabriele, volevo esprimerti solidarietà per quello che ti è successo. E’ capitata una cosa simile a “mio padre/mio zio/mio fratello/me…” purtroppo quando finisci nelle mani di queste persone oltre ad essere innocente devi avere anche molta fortuna.

Questa è la frase che ho sentito più spesso in questi anni e mi ha fatto riflettere. Ho capito che esistono tantissimi casi meno “pubblici” di mala giustizia che pochi conoscono e poi, questo fatto di dover avere anche fortuna per uscirne puliti è veramente inaccettabile.

Non sono in grado di dare soluzioni, ma una cosa è certa, non è possibile che esistano ruoli così importanti non soggetti ad una sorta di “meritocrazia”. Forse il “chi sbaglia paga” non è applicabile in questi casi, a fatica posso pure capirlo. A fatica perché quando frequenti i tribunali vedi e senti da tutte le parti, la legge è uguale per tutti, chi sbaglia paga…

Ma questo vale veramente per tutti? se uno sbaglia 10, 100 volte possiamo lasciarlo a far danni all’infinito solo perché è un PM?
Ci sarà pure un ufficio fotocopie o qualcosa di alternativo da fargli fare.
A parte gli scherzi la questione è complessa e sinceramente questo fatto che la politica non può nemmeno parlarne (altrimenti passa per la casta che vuole difendere se stessa) è inquietante.
A volte mi chiedo se lo Stato è veramente in mano al parlamento eletto, perché è vero, “la magistratura non dovrebbe essere un potere, ma un “ordine” amministrativo dello Stato“.

La giustizia farà il suo corso è l’affermazione più coraggiosa che un politico oggi può fare quando si rivolge alla magistratura.

Tuteliamo le persone serie, che sono la stragrande maggioranza dei PM, ma troviamo anche una soluzione per rimuovere chi non è in grado di fare il proprio lavoro. A volte, come nel caso del video, si fa anche fatica a chiamarli “sbagli”.

Il video è datato ma vale la pena riproporlo.

Il senso della giustizia e la bava

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Oggi ho letto sulla Stampa altre dichiarazioni del grande #davigo. Il quale prima afferma che “L’unica parte buona del processo è il pm, le parti private fanno i propri interessi” e subito dopo, parlando di risarcimenti per ingiusta detenzione afferma che “In buona parte non si tratta di innocenti, ma di colpevoli che l’hanno fatta franca”, già in passato autore di affermazioni del tipo “non esistono politici innocenti, ma colpevoli su cui non sono state raccolte prove”. Quanto tutto questo sia lontano da quella carta straccia chiamata “Costituzione” mi sembra abbastanza evidente. E’ altrettanto chiaro che se un qualsiasi politico esprime “vicinanza” ad un pensiero di questo tipo io mi colloco automaticamente dalla parte opposta. Ed è inutile che vi incazzate cari “forcaioli del quando ci fa comodo”, perché quella sorta di linea di demarcazione tra politica e magistratura, quel confine che in alcuni momenti storici è stato ridotto pericolosamente lo avete fatto crollare voi aderendo pedissequamente a pensieri mostruosi di questo tipo. Ora tutti con la bava alla bocca su Formigoni in carcere mi raccomando…

L’odio diventa codardo, se ne va mascherato in società e si fa chiamare giustizia.

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Lo scrittore austriaco Schnitzler, autore del pensiero che ho utilizzato come titolo di questo scritto, rappresenta con una modernità sconcertante quello che penso oggi quando vedo carissimi amici che gioiscono dell’arresto dei genitori di Renzi. Si, devo dire la verità, mi fa un certo effetto… purtroppo quando il tifo politico ti fa dimenticare d’emblée il principio della presunzione di innocenza c’è poco da commentare, qualcuno diceva che il giustizialismo è un’aberrazione, e in effetti lo è.

A chi cerca di informarsi leggendo articoli di cronaca giudiziaria voglio invece dedicare una piccola riflessione.

Quasi tutte le ricostruzioni giornalistiche che possono essere prodotte subito dopo un arresto si basano solo e soltanto sul materiale prodotto dall’accusa, “teorie accusatorie” quindi che rappresentano una lettura dei fatti assolutamente di parte. Leggere ci farà sicuramente bene ma dovremmo tutti evitare di giungere a conclusioni affrettate e attendere che l’iter giudiziario vada avanti… capire cosa accade il giorno dopo è complicato… direi impossibile. Non posso non ricordare che in quei momenti, per la mia vicenda personale, quasi tutti gli articoli raccontavano di un lurido assessore che faceva fare lavori alla società del padre e altre stronzate simili. Tenete presente che molte di queste accuse non sono mai entrate in tribunale. Quello che è successo in seguito lo sapete tutti, dopo tre anni arriva il “ci siamo sbagliati”.

Aprile 2016 – Il Centro
Dicembre 2018 – Il Centro

Credetemi, c’è solo da aspettare ed io fino a quando non ci sarà una sentenza definitiva nei tre gradi di giudizio non dirò una sola parola contro questi due signori.

Tra l’altro non posso non notate l’assordante silenzio che arriva dall’altra parte della barricata, perché tutto questo accade mentre il Pg della Cassazione chiede di condannare con censura il “potente” PM woodcock per le irregolarità dell’inchiesta Consip, ma non chiede nessuna sanzione più pensante perché dice che “bisogna tenere conto del suo percorso professionale privo di incidenti”. In pratica tutti gli arrestati poi assolti (oltre 100) non sono incidenti ma semplici numeri. Numeri che però in precedenza erano grossi “Faccioni” messi in prima pagina, faccioni con una vita, una famiglia e che, anche se incensurati, non hanno avuto lo stesso trattamento di “favore”.

Per chi volesse approfondire la mia vicenda personale, suggerisco alcune letture:
Intervista a “Il Centro” dopo la sentenza

Importante inchiesta giornalistica di site.it sulle carte del processo (per molti ancora in corso)
Parte I: L’inchiesta si sgonfia…
Parte II: Giornalista come agente provocatore?…
Parte III: Esiste dunque un giudice a Berlino…
Parte IV: Il Peccato Originale…
Parte V: Anonimo tagliacozzano…

Mandrillo o Carne da Macello?

E si il fango, ve lo ricordate? quello che non viene mai lavato via, quello che viene usato per fomentare folle inferocite, per distruggere persone… quello che se casca sulla Raggi è brutto, ma se casca su altri è normale. In pochi si rendono conto di quanto sia inumano questo spregevole giustizialismo ed è anche per questo che sono rimasto molto sorpreso dalle parole di Gianni Melilla sull’assoluzione di Chiodi. Parole che arrivano da un avversario politico e per questo ancora più importanti:

L’assoluzione dell’ex Presidente della Regione Abruzzo Chiodi e degli Assessori Castiglione e Chiodi completa il quadro delle indagini giudiziarie sulle cosiddette “spese pazze” che hanno riguardato i consiglieri regionali della passata legislatura e che si sono concluse con la archiviazione o la assoluzione degli indagati.
Quelle vicende ebbero una eco enorme su tutta la stampa regionale e nazionale, e formarono l’opinione dei cittadini sulla Regione Abruzzo e in generale sui politici.
I qualunquisti ( non li ho mai chiamati populisti perché il popolo è una cosa seria e i populisti veri, quelli russi dell’Ottocento erano rivoluzionari che pagavano con la vita, come il fratello di Lenin, che fu impiccato, la loro lotta contro lo zarismo) sono stati i beneficiari elettorali e politici di quel clima di odio e disprezzo verso la politica e i partiti. Quei giornalisti che hanno soffiato sul fuoco dell’antipolitica con argomenti spesso falsi e pretestuosi dovrebbero riflettere sulla loro campagna contro partiti e istituzioni.
Libri e articoli, trasmissioni televisive, nuovi “politici” e jene di ogni risma , hanno picconato la democrazia rappresentativa e la politica. É il risultato oggi è una cultura popolare prevalente fondata sul nazionalismo, sulle promesse elettorali non realizzate ma che hanno rubato i voti, sulla demagogia e la lotta all’Europa ( e non invece a chi ha diretto le politiche europee della austerità, che niente però ha a che vedere con l’idea giusta e lungimirante della Unione Europea ).
Chiodi, Castiglione e Gatti escono dunque assolti, hanno pagato un prezzo politico grave e personalmente immagino la loro sofferenza durata tanti anni.
Lo stesso in questi anni é successo a tante altre persone delle Istituzioni. Riflettiamo tutti.
Chi ha condannato a priori strumentalizzando politicamente questa inchiesta, chi ha sparato i mostri in prima pagina, almeno chieda scusa e dia lo spazio giusto alla notizia della assoluzione .
Ma così non sarà purtroppo. E molti continueranno nella loro vocazione giustizialista ( salvo quando ci capitano loro e si scagliano contro chi si è comportato male, ma dimenticando quello che in questi anni hanno fatto ogni qualvolta c’è stata una inchiesta penale che riguardava politici e persone delle Istituzioni).
Per gli omicidi, o gli stupri, o le violenze sui minori, vi è stata una attenzione della opinione pubblica molto più bassa, di quella violenta che ha riguardato l’ inchiesta su Chiodi che è stata sulle prime pagine per giorni e giorni. Idem per tante altre inchieste che riguardavano amministratori e politici abruzzesi e italiani poi regolarmente assolti.
Nella mia vita politica non sono mai stato coinvolto in una indagine giudiziaria e dunque non ho nessun retropensiero per fare questa riflessione.
Dico che in questi anni, con il clima che si è creato nella pubblica opinione, si è operato un “colpo di stato” indolore e popolare contro i partiti, la politica e le Istituzioni.
Le colpe che pure ci sono state di molti politici, giustamente condannati, non giustificano nel modo più assoluto questo assalto violento alla democrazia e ai partiti che non a caso sono ormai scomparsi come strumenti di partecipazione politica.
Unica consolazione è ancora una volta la fiducia nel sistema giudiziario che alla fine emette le sue sentenze e stabilisce la verità definitiva in nome del popolo italiano. Fortunatamente spetta ai Giudici e ai Tribunali stabilire la verità e scrivere le sentenze, e non a presunte volontà popolari incattivite dalla propaganda vergognosa che ha infangato da troppi anni la Politica e i Partiti , con la P maiuscola

Gianni Melilla